Giornata di arrampicata in falesia

Giornata di arrampicata in falesia dedicata alla tecnica di arrampicata: consigli individualizzati ed esercizi mirati.

Per chi: l’attività è dedicata a coloro che vogliono avvicinarsi al mondo dell’arrampicata outdoor e a coloro che già praticano ma vogliono migliorare

Prossime date:

18 Gennaio 2025 falesia Cividate – Valle Camonica (ritrovo ore 10:00, termine attività indicativamente per le 15:30/16:00)

                                        

Il costo* è di 80 euro, gruppo minimo di 04 persone, massimo 06

Termine iscrizioni sabato 11/01

(*) Il costo include la prestazione della guida alpina e la fornitura di eventuale materiale tecnico mancante, necessario all’attività.

Attività di gruppo, 04/06 persone massimo.

Materiale. zainetto, casco, imbrago, scarpette, scarpe da trekking, abbigliamento comodo, acqua e pranzo al sacco.

Questo 2022 è stato per me un anno felice e ricco di piacevoli sorprese; finalmente dopo tanto tempo sono
tornata e viaggiare e scoprire nuovi posti. In particolar modo l’ultimo viaggio era da tempo una delle mete
tra la lista dei desideri, ecco che così a luglio con Dimitri decidiamo: ad ottobre si vola in Marocco, biglietti
prenotati e via pronti a partire.
Taghia è un piccolo villaggio del Marocco situato nel medio Atlas, la logistica è relativamente facile: si vola
su Marrakech e da lì in cinque ore di auto (taxi) si raggiunge Zaouia Ahanesal, da qui si procede a piedi per
circa un’ora e mezza accompagnati dai muli o dagli asini che ci aiutano nel trasporto dei bagagli e del
materiale.
Nel villaggio sorgono una ventina di gite d’etape, che ospitano gli arrampicatori, offrendo loro un
trattamento di mezza pensione con sistemazione in camere da due o quattro persone e bagno in comune.
A Taghia la vita scorre lenta e tranquilla, come il torrente che la attraversa e la notte regna un silenzio
assoluto. La sera al calar del sole il buio ci avvolge velocissimo; nel villaggio il tempo sembra essersi fermato
e ci pare di fare un tuffo nel passato.
Se si dice che la prima impressione è quella che conta, arrivati al villaggio le nostre aspettative positive sono
subito confermate dalla vista delle pareti, verticali, slanciate, e compatte che lo circondano. È possibile
percorrere sia itinerari sportivi che itinerari da proteggere, durante i dieci giorni di permanenza noi
abbiamo scalato:
Canyon Apache 280m 6c: Via plaisir, ideale per godersi la prima giornata di arrampicata, familiarizzare con
la roccia Marocchina, divertendosi e senza pensieri.
La mano del Maroc 350m 7b+: Dico solo che la mano di mio papà Fausto (che qualcuna me l’ha suonata)
era più leggera, bastoni dall’inizio alla fine.
Sussurro Bereber 280 7b+: Via fisica, molto bella e divertente, l’avvicinamento quasi nullo e il rientro
veloce, la rendono una salita papabile nel caso in cui si abbia a disposizione poco tempo.
Les rivieres Pourpres 500 mt 7b+: probabilmente la via più bella che abbia mai fatto, di questo genere e
difficoltà, si tratta di una salita entusiasmante, fisica ma allo stesso tempo tecnica, ogni metro è da scalare,
su roccia super, insomma non si può che restarne innamorati!!
Fata Morgana 330m 7c: Via bella, i gradi sono più severi della vicina Rivier, l’obbligatorio è più sostenuto e
richiede di trottare fra una protezione e l’altra, bravo Dimitri.
L’axe du mal 500m 7c+: Bellissima via, più tecnica della Rivier
Pinchito Moruno 230m 7b: Bella via, fisica e breve, ideale per una mezza giornata, senza troppi stress.
Belle et berbere 300m 6b+: I programmi per l’ultima giornata erano un pochino più bellicosi, purtroppo ci
svegliamo la mattina con le braccia piene e la sensazione di essere al capolinea, quindi optiamo per una
classica plaisir.

Dopo quest’ultima salita rientriamo direttamente a Marrakech trascorriamo qualche giorno da turisti. I
colori e i rumori della città ci portano in un Marocco sicuramente diverso da quello che abbiamo vissuto nel
villaggio, tuttavia perdersi tra i suq della medina, farsi coccolare in un hammam marocchino e fare due
passi la sera in piazza Jamaa el Fna sono sicuramente un’esperienza da non perdere.

Arrivederci Marocco

Patagonia, la terra dei giganti di granito, dei cieli blu addobbati da nuvole di ogni forma, del viento, mucho viento e sogni… Ognuno ha il suo, non possiamo non averne, i sogni sono ciò che ci fanno vivere, sono la nostra linfa vitale.

I miei sogni patagonici sono fatti di montagne, zaini pesanti, troppo pesanti, avvicinamenti infiniti e cime di luce. Le montagne Patagoniche non sono altissime, eppure contano poche ripetizioni per stagione: l’isolamento, la lunghezza dell’avvicinamento, le difficoltà tecniche elevate e un meteo ballerino le rendono spesso inespugnabili, insomma, sono montagne che si fanno corteggiare! Qualsiasi alpinista che vada nella terra del fuoco non può, a mio avviso, non restarne ammagliato. Il panorama è unico: distese di deserto, laghi blu, ghiacciai e poi loro i giganti di granito.

El Chalten è il paese che funge da campo base, per ogni alpinista/turista che desideri scalare/muoversi nella zona del Cerro Torre o del Fitz Roy. Il villaggio è raggiungibile da Buenos Aires tramite volo interno per El Calfate, da qui in tre orette di bus si raggiunge El Chalten. In paese si trovano: hotel, ostelli o mini appartamenti, supermarket, bar, locali e ristoranti. Tutti i sentieri partono direttamente dal paese, ad eccezione del sentiero per Pedra del Fraile per il quale è necessario prendere un taxi (collettivo o privato), in ogni caso non serve noleggiare un’auto.

Sono stata due volte in Patagonia, la prima nel Febbraio 2017 con Rosa, e poi a dicembre 2019 con Yuri. La nostra giornata tipo prevedeva: bere e mangiare al bisogno, arrampicate in falesia, ma soprattutto frequenti controlli alle previsioni metereologiche, sì perché nella terra del fuoco il meteo è il monarca assoluto.

La prima regola in Patagonia è non avere programmi, quindi porti con te materiale di ogni sorta e poi in base al tempo e alle condizioni vedrai cosa usare e dove rivolgere le tue attenzioni.

Dopo alcune ricognizioni alle pareti, in attesa di una finestra di bel tempo, optiamo per la Via Casarotto al Pilastro Goretta.

La finestra di bel tempo in cui speravamo non arriva, o meglio arriva ma è molto breve. Decidiamo comunque di provarci per non perdere l’unica chance. La settimana seguente infatti sarà di nuovo brutto e poi si avvicina la data del rientro.

Partiamo come sempre molto carichi, destinazione Pedra Negra, dove dormiamo in tenda per poi partire la mattina molto presto alla volta del Pilastro Goretta, sperando nel rigelo della neve nel canale. Dopo le titubanze iniziali per il remollo (la neve molle) in discesa dal Quadrado il canale si rivela in super condizioni e abbastanza velocemente giungiamo in vista del Bloque Empotrado. In sei lunghezze raggiungiamo il blocco per tiri di misto, neve e sassi instabili. Dal Bloque il pilastro si mostra in tutto il suo splendore, scaliamo le prime nove lunghezze: roccia e arrampicata spettacolari. La sera bivacchiamo con l’idea di terminare la via l’indomani. Come sempre qui i programmi sono molto suscettibili todo es posible nada es seguro- cit Lucy e dopo una timida alba che ci fa ben sperare ci ritroviamo avvolti nelle nebbie e nel vento … quindi giù le doppie e discesa dal canale est verso il Passo superior nella neve molle sprofondando fino a metà coscia, sarà perché ho le gambe corte, per terminare con una camminata di 11 km  che ci riporta a El Chalten, concludendo la giornata con una cena più che meritata.

Le previsioni prevedono vento e neve per i giorni successivi, decidiamo quindi di spostarci verso Bariloche e trascorrere gli ultimi giorni a Frey e nella Valle Campanile dove il tempo sembra essere più clemente. Da El Chalten prendiamo un bus per Bariloche (11 ore, tipico delle distanze sud americane) e poi da lì rientreremo direttamente a Buenos Aires in aereo. In alternativa da El Chalten è possibile tornare in bus a El Calafate e poi prendere un volo per Bariloche, sicuramente più veloce ma molto più costoso.
Bariloche è una cittadina viva e graziosa, adagiata in riva al lago che offre molte possibilità. In mezz’ora di bus si raggiunge Cerro Catedral, da dove parte il sentiero di accesso per le due Valli. Il sentiero parte in comune e si divide solo nella parte finale.

La Valle del Campanile è decisamente meno frequentata e più selvaggia, c’è una radura nel bosco, ove è possibile campeggiare (ruscello nei pressi, divieto di accendere fuochi). Le due Valli sono collegate da un passo (45 minuti di cammino). Noi abbiamo scalato due giorni nella Valle del campanile e due nella Valle di Frey. Nella Valle di Frey invece si trova il Rifugio Frey, possibilità di pernottare in Rifugio o in tenda. Meglio prenotare, il Rifugio è meta di numerosi climber e trekkers.

Il posto è incantevole, la roccia ottima e il divertimento assicurato! Da non sottovalutare i gradi delle vie, la chiodatura non è mai ravvicinata ed è necessaria una buona esperienza alpinistica, quindi partite con le orecchie basse.  Le Valli sono disseminate di numerose guglie e torri di granito, queste non sono alte, le vie variano dai 4 ai 6 tiri e le discese avvengono sempre in corda doppia.

Le guide per muoversi in queste zone sono edite entrambe da Patagonia Vertical: Frey Cerro Catedral & Chalten Massif.

TRAVERSATA MONTE ROSA 22/23/24 GIUGNO 2024

Il tour si snoda, ad eccezione del primo giorno, completamente su un terreno di ghiacciaio, il percorso offre una vista spettacolare sul gruppo del Monte Rosa e le magnifiche montagne che lo circondano. Il programma richiede una buona preparazione fisica, i dislivelli non sono elevati ma ci si muove sempre attorno ai 3500 mt di quota.

GIORNO1 Partenza da Brescia/Bergamo e trasferimento con mezzi propri a Staffal AO. O ritrovo direttamente a Staffal per le 13:30. Attraverso gli impianti saliamo Indren e da qui in 2:00 h di cammino giungiamo al Rifugio Gniffetti (disl. 300mt) dove si pernotta

GIORNO2 Colazione ore 05:00 e dal rifugio lungo un magnifico percorso glaciale salita alla Capanna Margherita 4554mt, il rifugio più alto d’Europa (disl.900mt). Lungo il percorso salita alla Pyramide Vincent 4200 mt e se il gruppo sta bene salita anche alla cima Parrot. Pernotto Rifugio Capanna Margherita.

GIORNO3 Discesa a Indrenn (1500 mt disl. Negativo) e da qui via impianti a Staffal. Possibilità di salita alla Cima Cristo delle Vette, che si trova lungo l’itinerario di discesa.

 

 

Contattaci per avere il programma completo

Guida Referente Giulia 333 3338714

IL Campus Mountain Kid’s week è un’esperienza di montagna e di amicizia destinata a bambini e ragazzi. Giunta quest’anno alla decima edizione, si tratta di cinque giornate immersi nella natura. I pernotti avvengono tutti in Rifugio con trattamento di mezza pensione (cena, pernotto e colazione) mentre il pranzo al sacco sarà preparato dai rifugi stessi (escluso il pranzo al sacco del primo giorno). Durante le escursioni tutti i bambini devono avere uno zaino nel quale portare lo stretto necessario per la giornata (acqua, packet lunch, pile, giacca a vento, maglietta di ricambio, guanti, cappello, occhiali da sole, imbrago e casco). Il resto dell’abbigliamento, ricambi ecc. verrà recapitato direttamente presso il rifugio. Eventuali allergie e intolleranze alimentari non costituiscono un limite, tutte le cucine sono ormai attrezzate per far fronte ad ogni esigenza.

Località Rifugio Lissone – Valle Adame

Il programma prevede: attività di arrampicata, bouldering e molto altro, sempre accompagnati da una guida alpina

Richiedi per mail il programma dettagliato o contattaci telefonicamente per una chiacchierata informativa 🙂

Settimane Estate 2026

15/19 Giugno  3°elementare/1°media

29.06/03 Luglio 2°media in su 

Ci sono viaggi che programmi da tempo e altri per i quali ti ritrovi in partenza, non proprio all’ultimo, ma quasi; il viaggio che vi sto per raccontare è uno di questi.

Premessa: mia sorella Lucia è partita per un anno di lavoro in Perù, attraverso il servizio civile, a marzo 2019. Il legame tra di noi è molto forte, abbiamo condiviso molto sin da piccole e ancora oggi condividiamo la passione per l’arrampicata, la montagna e la cucina … quindi capita spesso di passare delle giornate assieme. Ovvio non mancano i normali screzi tra sorelle, caratterialmente siamo diverse, ma nutriamo una profonda stima l’una per l’altra. Dicevo, lei era partita per un anno e cosi, a giugno mi sono detta “perché non andare a trovarla?”

Detto fatto, io compero il volo aereo e lei prende ferie. Il ritrovo è fissato per il 14 settembre a Lima. Dopo una giornata da turiste nella capitale, ci trasferiamo a Huaraz, capitale della regione di Anchas (trasferimento in bus notturno o giornaliero 7h circa, da prenotare preventivamente).

Arrivate a Huaraz ci ambientiamo e procediamo all’acquisto di ciò che manca, mentre Lucia si aggira tranquilla tra i banchi del mercato locale, io la seguo cercando di resistere all’odore nauseabondo di galline nude, teste di maiale e pesce.

Huaraz è la base di appoggio per chiunque voglia muoversi in questa regione, in città si trovano numerosi ostelli e qualche piccolo hotel per i più esigenti. Non mancano supermercati e negozi per acquistare e/o noleggiare materiale di alpinismo. Da non perdere il mercato dell’artigianato in Plaza des Armas, se invece necessitate di frutta, verdura, pane, formaggio, legumi e miele meglio al mercato locale.

Noi a Huaraz abbiamo pernottato presso l’ostello Campo Base: dispone di camere doppie con bagno privato o cameroni, acqua della doccia calda, wi-fi, posto semplice e spartano ma pulito. Possibilità di deposito bagagli nei giorni successivi in caso di trekking o altro.

Prima meta del nostro viaggio Hatun Machay

HATUN MACHAY è il sito più bello nella zona, si raggiunge in combi (minibus collettivi) Huaraz /Catac 4S e da qui in taxi Catac/Hatun Machay 50S; il taxi lascia direttamente al “campeggio” quindi è possibile portarsi appresso qualsiasi “confort”, il campeggio ha un costo di 10S a notte, c’è acqua per cucinare e ci sono dei bagni, bisogna invece portare l’acqua da bere. Il sito si trova su un altopiano ed offre una vista e dei colori davvero spettacolari, impossibile non innamorarsi. I settori migliori a nostro giudizio sono: sett. Erotico (3/4/5/6 per scaldarsi) sett. Placa verde (11/12/13*) sett. Picaflor (3/4/5) sett. Los sietes (tiri duri c’è un bellissimo 7a) sett. Kla fisura (tutte le vie a dx) sett los espanoles (è un po’ più lontano ma merita). Con sim Peruana non tutte le compagnie prendono qui. Il gestore attuale del campeggio (2019) è molto disponibile e cordiale. Giorni consigliati 3/4 (* i numeri corrispondono al numero del tiro sulla guida).

Dimenticavo qui si scala a 4100 mt di quota, quindi meglio arrivare acclimatati e ricordarsi di respirare!! Altro sito di arrampicata sportiva degno di essere visitato è Inka Waqanqa

INKA WAQANQA si trova ad una quota leggermente più bassa (3800mt) rispetto ad Hatun Machay quindi meno freddo, inoltre in caso di brutto tempo resta leggeremente più schivato dalle perturbazioni. L’arrampicata è varia e davvero bella, solo, diversamente da Hatun Machay il sito non resta isolato ma è vicino ad una strada. Si può campeggiare in zona prestando attenzione a chiudere bene il cibo in tenda (presenza di cani e capre molto affamate!!) o meglio ancora posizionare la tenda all’interno di uno dei recinti di sassi. Sul posto vive una famiglia di campesinos, meglio chiedere a loro dove andare per non disturbare. Sulla guida attuale sono segnate pochissime vie rispetto a quelle realmente chiodate, poiché il sito è stato sviluppato recentemente, potete chiedere all’agenzia Andean kingdom maggiori informazioni. Presso l’agenzia è possibile acquistare o noleggiare qualsiasi materiale da alpinismo. Giorni consigliati 2

NB: In Perù tutti i monotiri di falesia NON sono attrezzati con catena di sosta ma due spit con due maglie rapide quindi è necessario fare sempre manovra.

La parete più bella della zona per salire vie lunghe è indubbiamente La Esfinge, una splendida parete di granito di 800mt. Il periodo miglio per la quota è da giugno a metà settembre.

NOTE TECNICHE

In combi fino a Caraz 8S, poi taxi 50S. Si paga un ingresso al parco di 10S. La salita la campo base sono 500 mt di dislivello e diversamente da quello che scrivono numerose guide non si tratta di quattro ore di cammino ma due ore con zaino medio pesante. Il campo base è a cinque stelle, una spianata di sabbia, con una sorgente di acqua a tre minuti di cammino dal campo base. Per il taxi di rientro non è necessario prenotare prima, potrete chiedere a quelli salgono per accompagnare i turisti o trekker alla Laguna Paron, oppure chiedere ai guardiani del Parco di contattarne uno. Sulla parete sono state tracciate numerose vie tutte di livello medio o alto, quindi per affrontare la parete è necessario avere un’adeguata preparazione. Assolutamente da non perdere il trekking alla laguna69, si può fare tranquillamente in giornata Huaraz, la levataccia alle 4.30 di mattina sarà ripagata dal panorama mozzafiato.

Lascio alle parole di mia sorella riassumere l’essenza di cosa sia stato per noi questo breve viaggio in Perù “Complicità. La gioia di rivedersi dopo sei mesi di distanza. La felicità nel tornare a condividere momenti insieme: chiacchiere, fatiche, risate e le meritate birrette di fine giornata. Risentire la tua voce che mi incita mentre scalo. Ritrovare quella complicità tra sorelle, perché a volte a noi basta uno sguardo per intendersi. Farmi pervadere dalla forza dei tuoi abbracci. Abbracci che sanno di amore e che ancora una volta mi ricordano quanto sono fortunata ad averti al mio fianco”

L’alpinismo classico evoca nella nostra mente lunghe creste, ampi pendii di neve, cime, canali nevosi e ghiacciai; spazi incredibili e affascinanti dell’alta montagna, che offrono diverse opportunità di salita: dalla tranquilla passeggiata sul ghiacciaio alla più impegnativa salita di una cresta aerea. Durante lo stage si affronteranno diverse tipologie di  terreni: vie di più tiri, creste di roccia, creste e pendii di neve e ghiaccio, ghiacciai. Per potersi muovere in sicurezza in tutti questi ambienti è necessario avere un sufficiente bagaglio di nodi, legature, e manovre di corda per la progressione e per l’ autosoccorso.
Il corso è rivolto a coloro che desiderano avvicinarsi all’ambiente dell’alta montagna o a coloro che lo frequentano ma vogliono approfondire aspetti tecnici, aspetti di sicurezza e gestione ambientale.
Gli obbiettivi del corso sono: acquisire dimestichezza nell’utilizzo dei ramponi e della piccozza, imparare le basilare manovre di corda per la sicurezza e la progressione della cordata al fine di acquisire le basi per poter compiere ascensioni medio/facili in autonomia e sicurezza.

Contattaci senza impegno per avere il programma dettagliato

DATE CORSO ESTATE 2026

08 Giugno & 04/05/06 Luglio 2026

 

28
Gen
2019

FREE RIDE
L’attività di free ride è rivolta a coloro che già sciano in pista e desiderano ingaggiarsi in una nuova attività, le discese e gli itinerari saranno valutati in base al livello individuale, durante la/le giornata/e di attività verrà sviluppata unitamente all’accompagnamento la tecnica di sci in neve fresca.
Come per le altre attività, anche per il free ride, sono numerosi i siti nelle Alpi dove è possibile divertirsi percorrendo vallette, canali e pendii, a un passo dagli impianti ma fuori dal mondo… dal vicino Passo del Tonale ai più lontani: Livigno, Gressoney e Dolomiti.

 

Le proposte di attività di sci alpinismo sono rivolte a coloro che sono già in possesso di una tecnica base di discesa di sci in pista, la durata delle escursioni è variabile: uscita giornaliera o tour di più giorni.

OROBIE
Le valli bergamasche sono ricche di itinerari e di possibilità sciistiche per tutti i livelli, numerosi infatti sono gli itinerari di media lunghezza che possono regalare grandi panorami invernali e divertenti discese. Altrettanto numerosi sono gli itinerari lunghi ed impegnativi, che richiedono anche l’utilizzo di picozza e ramponi ed anche un livello sciistico in discesa elevato.
Montagne quindi per tutti i livelli di impegno e per tutte le gambe, basta avere solo un po’ di voglia di fare della sana fatica.
Giorni: gite della durata di un giorno.

ADAMELLO
Dal Passo Presena, raggiungibile in pochi minuti tramite gli impianti , si ha accesso al ghiacciaio dell’Adamello, il più vasto ghiacciaio delle Alpi Italiane, da qui è possibile compiere numerose e differenti gite, molte della quali medio facili e di grande gratificazione. Il panorama unico e mozza fiato del Pian di neve ripagherà ogni fatica.
Durante il periodo primaverile, grazie all’apertura del rifugio Lobbie ai caduti all’Adamello è possibile pernottare sul Pian di Neve, in un contesto incantevole, punto di partenza ottimale per compiere numerose gite, fra le quali appunto l’Adamello.
Giorni: da due a più giorni

CEVEDALE SAN MATTEO
Il gruppo del Cevedale in primavera diviene meta di numerosi sci alpinisti da tutta Europa. Le cime della zona sono in grado di soddisfare tutti i palati, offrendo numerosi itinerari sci alpinistici: da quelli di media lunghezza, a quelli più lunghi e tecnici che richiedono anche l’utilizzo di piccozza e ramponi. Attorniati da cime che superano i 3000 mt non rimane  che l’imbarazzo della scelta.
Giorni: da due a più giorni

CHAMONIX ZERMATT
Bellissima e  grandiosa traversata in alta montagna, con panorami spettacolari che spaziano dal  Monte Bianco al Cervino,  ha inizio nella città di Chamonix, culla dell’alpinismo. La traversata necessita di un buon allenamento fisico e da un discreto livello sciistico. Gli spostamenti sono tutti effettuati sci ai piedi tranne eventuali brevi tratti in taxi oppure a discrezione, qualche impianto di risalita.
Giorni: sette giorni, richiedi per mail il programma dettagliato delle giornate

 

ADAMELLO 3539 mt
L’Adamello è la Montagna di casa, dalla sua cima si gode di un panorama senza uguali, luogo mitico dove cento anni or sono è stata combattuta la guerra bianca. Piacevole camminata, da compiere in due/tre giorni in funzione dell’allenamento. Il primo giorni si sale al Rif. Gnutti dove si pernotta; il secondo giorno si percorre il sentiero attrezzato Terzulli e si raggiunge il Passo che da acceso al pian di neve,  da qui  in un’ora e mezza alla cima.
Periodo: fino a fine settembre

PRESANELLA  3558 mt
La Presanella con i suoi 3558 mt costituisce la vetta più alta del gruppo Adamello Presanella, numerose sono le vie normali che, dai diversi versanti  conducono alla vetta. Se si vuole compiere una piacevole camminata su ghiacciaio e goderne del panorama,  è conveniente compiere l’ascensione lungo la via normale ovest. Il primo giorno si sale al Rif. Stavèl Francesco Denza da Vermiglio . Il secondo giorno si risale la Vedretta Presanella sino al Passo Cercen poi verso est  sino alla Sella Freshfield , tra il Monte Gabbiolo e la Cima di Vermiglio, e da qui si sale in breve alla vetta.
Periodo: fino a fine settembre

CEVEDALE 3769 mt
Il Cevedale compreso nel Parco Nazionale dello Stelvio, con i suoi 3769 mt,  costituisce la terza vetta più alta del gruppo.  Il primo giorno partendo dalla località Forni si raggiunge il Rifugio Casati , il secondo giorno una piacevole passeggiata su ghiacciaio, lungo dolci pendii di modesta pendenza, conduce alla cima. Anche qui numerose sono le alternative di salita, sia alla cima che nel gruppo.
Periodo: fino a metà settembre

 

GRAN ZEBRU’ 3859mt
Il Gran Zebrù è a mio avviso una delle più belle montagne delle Alpi, dall’aspetto estremamente affascinante ed imponente , è possibile raggiungere la cima a quota 3859 mt lungo differenti itinerari di salita: attraverso la via normale sul versante sud partendo dal Rifugio Pizzini o,  per chi volesse compiere una salita tecnicamente più impegnativa, lungo l’aerea cresta Suldengrat dal Rifugio Quinto Alpini.
Periodo: fino a metà settembre